STORIE - Rider – un giro di pista

IL RACCONTO CON CUI HO PARTECIPATO AL CONCORSO #BICISTORIE PROMOSSO DALLA RIVISTA BC DELLA FIAB. F.M.

Ok rider, random start… riders ready… watch the gate… bi bip

Il cancello si sgancia, il semaforo da rosso in pochi attimi è verde. È il momento di spriogionare tutta la potenza sui pedali, è il momento di caricare il peso del corpo in avanti, di tirare sul manubio, di compiere quell’unico gesto, fatto di infinite parti del corpo che si riuniscono per rendere quella partenza la migliore di tutte.

Nel bmx race buona parte della gara si gioca in quell’attimo, alla partenza. È un’esercizio che adoro, è li che devo cercare la sintonia assoluta tra i miei movimenti e quelli della mia bmx, dobbiamo cercare una sorta di fusione, lei deve reagire a tutta l’energia che le dedico, ma allo stesso tempo non devo sbagliare perché la bmx non perdona, così come gli avversari.

Da quell’esplosione che deve avvenire nella partenza, le seguenti pedalate sulla discesa della prima rampa della pista non sono meno fondamentali. La tensione e la rabbia non devono distendersi, anzi, il primo salto va aggredito con una furia e una concentrazione fortissimi. Se parti nelle corsie centrali senti subito i tuoi sette avversari come uccelli dello stesso stormo, diretti verso la stessa méta, che spingono con la tua stessa intensità. Il bmx è un insieme di esplosività, tecnica, ma anche intelligenza e intuizione, il tutto mescolati nei circa quaranti secondi di gara. Il bmx sta alla bicicletta come i cento metri stanno all’atletica. Il bmx ti insegna ad andare in bicicletta, e chiunque va dalla bmx ad altre discipline ciclistiche spesso emerge, più difficile il contrario. Nel mio caso, come ben sai, l’allenamento e i riflessi sviluppati col bmx mi permetteno inoltre di gestire le situazioni più rischiose della mia vita di ciclista urbano.

Ma ero rimasto solo al primo salto, dove le tre gobbe a “dromedario” vanno danzate in manualper tenere alta la velocità e la fluidità. Altre tre pedalate e il salto a quattro gobbe alla fine del primo rettilineo lascia spazio a varie soluzioni che si possono scegliere anche all’ultimo istante, in base alla situazione di gara, alla velocità e alla condizione migliore con cui affrontare la prima curva: salto dentro salto fuori, anticipo e manualmanual su e manual giù… Termini tecnici, da addetti ai lavori, ma quando verrai a vedere una gara ti spiegherò.

Poi la prima parabolica da prendere con una cattiveria decisiva, col peso del corpo verso l’interno a cercare di mantenere la più alta scorrevolezza unita ad un raggio di rotazione il più ridotto possibile. È lì che bisogna controllare la paura, conoscere il confine della tenuta della bicicletta, dove le ruote tengono e dove invece, magari a causa di un residuo di sabbia, l’aderenza è compromessa e si rischia la scivolata. È nelle curve dove gli avversari cercano i recuperi più improbabili, a volte entrandoti dentro diretti chissà per quale tangente, e allora passa chi resiste in piedi, la giuria in rari casi nel bmx squalifica comportamenti scorretti. Fa parte del gioco, oggi a me domani a te. Niente falli niente simulazioni, niente fighettaggine. E questo al di là del maschile e femminile: ci sono ragazze che girano in pista come aerei, saltano e volano come tanti maschi. Purtroppo in Italia sono in poche, in molti paesi del mondo il bmx race è praticato da riders di tutte le età e genere. grandson-2984In Francia, ad esempio, hanno deciso di promuovere in modo 

foto A. Zampese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

notevole questo sport, soprattutto in età giovanile, proprio per l’ottima propedeutica che offre ad ogni altra disciplina sportiva, sia ciclista che non. È uno sport che si svolge all’aperto ma in struttura protette e dove i ragazzi uniscono l’attività sportiva col divertimento.

Si è vero continuo a perdermi, è un articolo o un racconto mi chiedi, ma devi avere pazienza, scrivere è come un giro di pista, può succedere di tutto e fino a che non hai raggiunto il traguardo ogni variabile è possibile.

Il secondo rettilineo solitamente è molto spettacolare, la velocità è la più elevata. Le categorie minori spesso affrontano un rettilineo con vari salti di cui quelli finali di una certa altezza e impegno, dove si iniza a volare per qualche metro, mentre gli elite, trovano la cosidetta pro-session, una tripla serie di doppi salti davvero alti e distanti alcuni metri, dove si passa più tempo in aria che sulla terra. Secondo curvone parabolico e terzo rettilineo tecnico, con salti bassi ma in rapida successione che richiedono tutta la concentrazione e l’abilità tecnica dati da mesi e mesi di allenamenti. Ultima curva, spesso di raggio ridotto ma di verticalità notevole, dove spendere le ultime energie per ringhiare nell’ultimo rettilineo ogni residuo di forza e di aggressività, dove spingere con braccia gambe addominali fino alle ultime pedalate prima del traguardo.

Mi chiedi se è pericoloso, e ti dico non meno di raggiungere il centro città in bicicletta lungo la strada provinciale, ad oggi l’unica opzione che abbiamo per andare dal nostro paese al capoluogo in bicicletta.

Lo dice anche BikeSnobNYC che la bici senza dolore non esiste. C’è la fatica, ci sono le cadute, le infiammazioni, il mal tempo. Ma qui parliamo del piacere, parliamo della fusione quasi mistica tra un rider e la sua bmx, quando plana da un salto all’altro, quando esce dal cancello della partenza come Usain Bolt dai blocchi dei cento metri. Parliamo della forza della mente e della passione che spingono ragazzi e ragazze ad allenarsi, a superare ostacoli e livelli sempre più avanzati, senza prospettive di riscontro mediatico o economico. Il bmx è proprio come la scrittura, non ci si campa, ma chi ne è innamorato, non può farne a meno. Il bmx è proprio come un racconto breve, secco e decisivo, dove non ci si può perdere in tecnicismi o in fumosità che la distanza-lunghezza possono nascondere. Quaranta secondi, io e la mia bici, nient’altro.

Francesco Maule